L'arte frattale di Jeannette Rütsche - Sperya

Fractal Art © Jeannette Rütsche - Sperya


Menu sito:
Salta il menu


Dal paradigma dell'emigrante all'esperienza dello straniero

Sei nella sezione: Punti di osservazione > Fabietti U., Malighetti R., Matera V.

Vai al sotto menu



Valid XHTML 1.0 Strict

DAL PARADIGMA DELL'EMIGRANTE ALL'ESPERIENZA DELLO STRANIERO

Estratto da
Fabietti U., Malighetti R., Matera V. (2002). Dal tribale al globale. Introduzione all'antropologia. Milano: Paravia Bruno Mondadori Editori.

(pagg. 103-104)

..... quando si parla del fenomeno dell'immigrazione dal Sud del mondo verso l'Europa o, più in generale, dei fenomeni migratori, si ha la tendenza a considerare gli individui interessati come degli emigranti, secondo un'immagine che ci è familiare in quanto parte della recente storia europea. Pensiamo cioè ai migranti come a individui che decidono di, o che sono costretti a, stabilirsi, quasi sempre definitivamente, nel territorio del paese ospite ..... La realtà odierna è spesso molto diversa .....
Questi individui migranti, infatti, al di là dell'esito finale che la loro migrazione può avere, non pensano quasi mai di doversi stabilire permanentemente nel paese ospite, ma si propongono di passarvi periodi più o meno lunghi per accumulare risorse (o per inviare i loro guadagni alle famiglie rimaste in patria) che, nei loro piani, dovranno aiutarli a realizzare un qualche progetto al loro ritorno nel paese di origine.
.....
Una delle caratteristiche salienti della realtà contemporanea è la presenza sempre più massiccia di stranieri in paesi dove una consolidata tradizione nazionale è venuta costituendosi sui principi della cittadinanza e dell'appartenenza, principi che oggi sono soggetti a una seria rimessa in discussione proprio in funzione della mutata "natura" dello straniero.
E' superfluo dire che tutte le società hanno avuto, o hanno, l'esperienza dello staniero ..... In passato l'estraneità dello straniero si concretizzava -pensiamo ai paesi europei- in ulteriori forme di estraneità: non si lavorava con degli stranieri; non si abitava accanto a degli stranieri; non si andava a scuola con degli stranieri; e nemmeno ci si sposava tanto di frequente con degli stranieri. Oggi, quasi improvvisamente, tutte queste cose sono diventate elementi sempre più ricorrenti della nostra esperienza ..... E' bene riflettere sul fatto che partecipare a tutte queste pratiche della vita sociale non implica automaticamente un riconoscimento giuridico di cittadinanza, riconoscimento che non solo è concesso dai paesi d'accoglienza con molte difficoltà, ma che non è neppure, nella gran parte dei casi, richiesto da parte degli interessati qualora tale riconoscimento implichi la perdita della cittadinanza già in loro possesso.
.....
..... Oggi gli stati nazionali sono la forma di organizzazione politico-territoriale prevalente, ma è chiaro che non è la stessa cosa in campo economico (per la presenza di multinazionali, mercati finanziari internazionali, monete uniche sovrannazionali, ecc.) nè ..... in campo culturale. Nasce così una potente contraddizione tra l'idea di appartenenza, fondata sul criterio della nazionalità, da un lato, e la presenza continua, ancorchè non definitiva, di individui all'interno del territorio di un determinato stato nazionale, dall'altro.
La contraddizione fra appartenenza e presenza, suscettibile di generare una situazione di tensione e conflitti (anche se per lo più di tipo latente), consiste nel fatto che mentre lo stato nazionale pretende lealtà da parte dei suoi concittadini ..... , lo straniero, proprio perchè tale, non si sente (o si teme che non si senta) obbligato a rispondere in questo senso. Ciò non sarebbe stato un problema per quelle formazioni politiche dell'antichità o dell'Europa medievale che confinavano gli stranieri sul piano spaziale, rituale e giuridico. Ma in un quadro di progressiva globalizzazione, di movimento di popolazioni, tecnologie e risorse, oltre che di forte espansione delle culture transnazionali, ciò diventa evidentemente impraticabile. Lo straniero diventa infatti, in questa situazione, una presenza continua, e proprio perchè la sua presenza è funzionale al sistema di riproduzione globale (mercato del lavoro), non può essere isolato più di tanto dagli aspetti della vita dei componenti di una comunità posta sotto l'autorità di uno stato nazionale.
A questa situazione lo stato nazionale potrebbe ovviare con la concessione della nazionalità agli stranieri. Ma questa sarebbe una soluzione solo in astratto. Infatti ..... molti di questi stranieri conserverebbero la doppia cittadinanza, non risolvendo così il problema della lealtà politica, religiosa e nei confronti di quant'altro sia considerato dallo stato nazionale accogliente come un elemento irrinunciabile della propria coesione e identità. A questo si aggiunge il fatto che la maggior parte di questi stranieri non accetterebbe la cittadinanza perchè essi non hanno intenzione di diventare cittadini dei paesi d'accoglienza (la cui cultura differisce dalla loro in maniera spesso notevole). La presenza di questi stranieri non è quindi definitiva. Ciononostante, la loro presenza è continua, nel senso che coloro che partono sono rimpiazzati da altri che arrivano .....
.....






Immagini pubblicate in questo sito © Jeannette Rütsche - Sperya (Partita IVA IT04100930967) | info@digitalsperya.eu

Torna ai contenuti | Torna al menu