L'arte frattale di Jeannette Rütsche - Sperya

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Il sapiente e il denaro. Nessun obbligo di povertą.

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IL SAPIENTE E IL DENARO. NESSUN OBBLIGO DI POVERTA'.

Estratto da
Seneca (a cura di Silvio Raffo). La serenitą. Milano: Arnoldo Mondadori Editore (2006)

(pagg. 63-65)

..... Il filosofo dunque non disdegni l'eventuale prodigalitą della sorte nei suoi confronti: di un patrimonio acquisito in modi retti e decorosi non dovrą nč vantarsi nč vergognarsi. ..... Il sapiente non deve permettere che neppure un soldo di provenienza dubbia varchi la soglia di casa sua; ma nello stesso tempo troverą assurdo rifiutare le ricchezze e i doni della fortuna di cui gli sarą possibile godere virtuosamente; ..... Cosģ, se da povero potrą diventare ricco, anche il sapiente ne sarą giustamente lieto. L'importante č che consideri queste sue ricchezze non un bene stabile, ma sempre soggetto alla mutevolezza della sorte, che potrą svanire da un momento all'altro; la ricchezza non sarą mai un peso nč per lui nč per gli altri. E, soprattutto, sarą sempre disposto a donare... ..... il sapiente donerą ai meritevoli, a quelli buoni o che potrą rendere buoni; sceglierą i pił degni, valutando con molta attenzione; non dimenticherą mai che si deve rendere conto sia di ciņ che si dą sia di ciņ che si riceve; donerą per motivi ragionevoli e apprezzabili, giacchč un dono inopportuno č una forma di sperpero riprovevole. E' buona cosa avere la borsa sempre aperta, ma non le mani bucate: .....
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