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L'AUTENTICITA' DEL VERO IO
Estratto da
Seneca (a cura di Silvio Raffo). La serenità. Milano: Arnoldo Mondadori Editore (2006)
(pagg. 51-52)
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E' importante sapersi ritirare in se stessi: un eccessivo contatto con gli altri, spesso così dissimili da noi, disturba il nostro ordine interiore, riaccende passioni assopite, inasprisce tutto ciò che nell'animo vi è di debole o di non ancora perfettamente guarito. Vanno opportunamente alternate le due dimensioni della solitudine e della socialità; la prima ci farà provare nostalgia dei nostri simili, l'altra di noi stessi; in questo modo, l'una sarà proficuo rimedio dell'altra. La solitudine guarirà l'avversione alla folla, la folla cancellerà il tedio della solitudine.
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All'animo va concesso un certo margine di svago: una volta riposato, si riprenderà migliore e più forte.
Proprio come è improduttivo forzare i campi fertili, giacchè una fecondità senza interruzione li danneggerebbe, così l'assidua tensione ottunde gli slanci dell'intelletto: una fatica senza sosta sfinisce lo spirito, o lo rende pericolosamente languido; se invece lo si lascia a tratti libero e tranquillo, riacquisterà il vigore che gli è necessario per una obiettiva visione della realtà.
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