L'arte frattale di Jeannette Rütsche - Sperya

Fractal Art © Jeannette Rütsche - Sperya


Menu sito:
Salta il menu


La reciprocità-philïa

Sei nella sezione: Punti di osservazione > Bruni Luigino

Vai al sotto menu



Valid XHTML 1.0 Strict

LA RECIPROCITA'-PHILIA

Estratto da
Bruni L. (2006). Reciprocità. Milano: Bruno Mondadori

(pagg. 76, 78-80)
.....
Ho scelto l'amicizia (philïa) come paradigma di riferimento per questa seconda forma di reciprocità, che è la forma di reciprocità cui comunemente si fa riferimento nelle scienze sociali (nella sociologia soprattutto) quando si parla di reciprocità. .....
.....
Non-transitività (o elettività): l'amico sceglie il proprio amico, e viceversa. L'amicizia, quindi, non gode della proprietà transitiva: se X è amico di Y, e Y di Z, queste relazioni non comportano necessariamente che X sia amico di Z. Neanche la "reciprocità cauta" gode della transitività (a meno che X, Y e Z non siano partner dello stesso contratto). L'amicizia è dunque elettiva, non universalistica. Per questo, secondo Aristotele, "non è possibile essere amico di molte persone".
Condizionalità: ..... Questa reciprocità, quindi, non è quella interamente condizionale del contratto ma, al tempo stesso, richiede la risposta dell'altro. E' una reciprocità che fa il primo passo, che compie un atto di fiducia ex ante, e che è capace di perdonare, ma per la continuazione del rapporto di reciprocità nel tempo è necessaria la risposta dell'altro.
.....
La disposizione: ..... In termini concreti, in un rapporto improntato alla philïa (dall'amicizia in senso stretto alla dinamica all'interno di un team di lavoro), non si calcolano costi e benefici del singolo atto, si soprassiede anche davanti a comportamenti scorretti, si è disposti a perdonare: l'amicizia però si interrompe quando nella controparte vediamo cessare la disposizione ..... a voler essere nostro amico, a voler cioè continuare il rapporto di amicizia ..... Il comportamento cooperativo, la disponibilità al perdono, si interrompono quando abbiamo buoni motivi per pensare che l'altro non abbia più la disposizione per l'amicizia con noi, una disposizione che deve poi essere credibile e manifestata nel comportamento reciprocante.
.....


(pagg. 84-86)
.....
Un'interessante variante di T è la strategia T1, che si presta ancor meglio a descrivere la reciprocità-amicizia. Per capire dove sia la variante rispetto a T, occorre ipotizzare che i soggetti possano commettere errori: un giocatore X che segue una strategia T, a un certo round (i) del gioco può commettere un errore (intenzionalmente o no), e quindi rispondere con una defezione a un atto di cooperazione. Se Y è anch'egli un T, davanti alla non cooperazione (per errore) di X risponderà, nel round i+1, con un atto di non cooperazione; nel round i+2, anche Y non coopererà, e così il rapporto si assesta sulla non-cooperazione. La strategia T1, invece, contempla la possibilità di perdono: Y, per interrompere la catena di non-cooperazioni dovute all'errore di X, decide di cooperare nuovamente al round i+2. T1, quindi, fa un atto di fiducia verso il suo partner, se gli riconosce una disposizione per la cooperazione anche se ogni tanto può sbagliare nel singolo atto. T1 perdona sulla base della fiducia che l'altro sia disposto a ricominciare a cooperare dopo l'errore fatto. T1 è dunque una T più la possibilità di perdono.
Per l'essenziale ruolo che nella philïa svolge la disposizione, la strategia T1 ha bisogno di un ulteriore requisito perchè possa diventare una convenzione (e cioè una strategia di equilibrio): la riparazione del danno che l'atto di non-cooperazione ha procurato all'altro (Sudgen 2004). Nel turno successivo a quello nel quale X ha commesso un errore, Y chiede un indennizzo per la perdita che ha subito (e come garanzia che la disposizione alla cooperazione è ancora presente, nonostante l'errore), che consiste nel far giocare uno (o più) round dove X coopera e Y non coopera ..... Accettare di riparare il danno procurato all'altro assume, quindi, il significato non di una sanzione contrattuale (nell'amicizia non c'è infatti enforcement), ma di un segnale di disposizione per quel particolare rapporto di amicizia.
.....


(pag. 87)
.....
La philïa è generalmente uno stato desiderabile della convivenza civile, ma non è un buono strumento per costruire una buona società: infatti la logica dell'amicizia, per la sua costitutiva caratteristica di "elettività", non è adatta a far partire un processo di reciprocità in contesti nei quali sono presenti soggetti che ancora non sono inseriti nella dinamica della reciprocità, che quindi non sono già amici, ma sarebbero disposti a cooperare se "attivati" (i nostri C).
.....






Immagini pubblicate in questo sito © Jeannette Rütsche - Sperya (Partita IVA IT04100930967) | info@digitalsperya.eu

Torna ai contenuti | Torna al menu