L'arte frattale di Jeannette Rütsche - Sperya

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La reciprocità è una, ma le reciprocità sono molte

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LA RECIPROCITA' E' UNA, MA LE RECIPROCITA' SONO MOLTE

Estratto da
Bruni L. (2006). Reciprocità. Milano: Bruno Mondadori

(pagg. 178)
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L'arte ha un estremo bisogno di reciprocità gratuita: l'arte più alta è infatti essenzialmente una faccenda di gratuità: "Un'opera d'arte può esistere senza mercato, ma non c'è arte senza gratuità" (Hyde 2005).
Ci sono artisti che rifiutano di "scendere a compromessi" con il mercato, perchè non accettano che l'opera d'arte, espressione di gratuità, sia contaminata dal mercato e diventi una semplice merce. L'artista che opera in questo modo si rappresenta il mondo a sole due dimensioni: da una parte la gratuità, e il mercato "senza gratuità" regno del solo interesse, dall'altra. L'esito di questa dinamica è rappresentabile da un confronto tra la non-cooperazione (N) e la reciprocità incondizionale (G): la gratuità tende a ridursi. Se invece l'artista "immagina" un mondo a tre o quattro dimensioni, con più possibilità di rapporti con il mercato (un secondo lavoro, per esempio), e sa intravedere forme intermedie di relazioni con la società civile (nel nostro linguaggio, le strategie B e C), l'artista può coltivare davvero la gratuità della sua arte, perchè la reciprocità condizionale lo può liberare dalla dipendenza da "benefattori" o da "padroni" che sfruttano il suo talento a mero scopo di lucro, una liberazione che rende possibile la gratuità autentica. .....
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(pagg. 186)
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..... le esperienze concrete di microcredito, dagli antichi Monti alla Grameen Bank, sono una felice combinazione di condizionalità e incondizionalità: utilizzano contratti, sono prestiti non regali o elemosine, ma lo strumento contrattuale è attivato all'interno di un rapporto di fiducia che dà spazio alla gratuità. Il microcredito mostra che in molti contesti un prestito (condizionale) è più efficace, nei termini di tutte le reciprocità, di un regalo incondizionale (come erano stati concepiti i primi aiuti allo sviluppo, sia privati sia pubblici). E' questo un messaggio importante per chi vuole affrontare con successo situazioni di miseria e di sottosviluppo: chi guarda con disprezzo la condizionalità e i contratti, in nome della maggiore dignità umana e ricchezza antropologica del dono incondizionale, spesso può diventare involontario nemico del reale sviluppo umano, che si misura soprattutto con il metro della reciprocità e della fraternità.






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