Il nostro possibile č
l'impossibile di qualcun altro.
Nella relativitŕ del soggettivo,
continuiamo ad esistere.
Jeannette Rütsche
Sperya
CHIARA CINELLI
Gennaio 2011
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IL TEMPO DELL'ASCOLTO (PERCEZIONI DEL POSSIBILE)
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Se da un lato il tempo del ricordo presupponeva la presenza attiva dell'Io, nella dialettica tra un passato che condiziona e nutre di sé il presente e un futuro che si prefigura in speranze, progetti, paure e attese, il tempo della percezione vive di presente e richiede, per dispiegarsi appieno, un ascolto libero dai condizionamenti e dai pregiudizi dell'Io.
Con "Percezioni del Possibile" Sperya entra dunque in una nuova dimensione temporale, non piů scandita dalle oscillazioni dell'interioritŕ ma che trova nell'ascolto la sua nuova misura.
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Mettersi in ascolto significa abbandonare l'Io, zittire la mente e svuotarsi di sé: si determina cosě uno stato di pura permeabilitŕ, di silenzio interiore e di stasi intima, durante il quale le facoltŕ intellettuali e volitive del soggetto non interferiscono con lo scorrere naturale dell'esistenza. L'ascolto č tutt'altro che uno stato di lassismo o di passivitŕ ma, piuttosto, in esso si afferma al grado piů alto una condizione di piena ricettivitŕ: nella quiete della non azione fermenta la vita stessa. Ascoltare significa recuperare una capacitŕ di percezione primordiale, non elaborata, non concettualizzata, capace di abbattere ogni barriera tra il Soggetto che "vede" e l'oggetto percepito. Tale condizione di attenta passivitŕ alimenta uno stato di ricettivitŕ, libera e piena, che accende l'intuizione e dŕ vita al processo creativo.
Č nell'ascolto che l'individuo, svuotato di ogni intenzionalitŕ, si apre ad accogliere in sé il mistero della propria esistenza. .....
(testo integrale)
Chiara Cinelli
(giornalista)