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Perchè sbagliamo nei calcoli sulla felicità

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PERCHE' SBAGLIAMO NEI CALCOLI SULLA FELICITA'?

Estratto da
Bruni L. (2006). Il prezzo della gratuità. Roma: Città Nuova Editrice

(pagg. 92-93)

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..... I beni di comfort danno stimolazioni immediate, sensazioni piacevoli di breve periodo, ma la soddisfazione che conferiscono non si protrae nel tempo. ..... questi beni hanno un'utilità che decresce fortemente con l'uso, portando subito alla noia ..... Anzi, per i beni di comfort durevoli, col passare del tempo "averli tra i piedi" è fonte di disutilità, e desiderio di comprarne di nuovi... e il ciclo ricomincia (cosa che il mercato sa molto bene).
I beni di "creatività", invece, hanno normalmente la caratteristica opposta: la loro utilità marginale è crescente, più li uso più mi arrecano benessere. Esempi classici sono i beni culturali (certa musica, lettura, teatro, ecc.); e - anche se Scitovsky non ce lo dice - i beni relazionali sono beni di questo tipo; anzi, secondo Hirschman (1996), i beni relazionali - come la "commensalità" - conferiscono al tempo stesso comfort e creatività. .....
Scitovsky sostiene che consumiamo troppi beni di comfort e pochi beni di creatività perchè le esigenze delle moderne economie, e in particolare le esigenze delle economie di scala, spingono nella direzione di rendere molto poco accessibili, o estremamenti cari, i beni di creatività, e soprattutto tendono a rimpiazzarli con beni di comfort spacciati per beni di creatività. ..... Noi consumiamo troppo comfort anche perchè questo si presenta sempre più sotto le mentite spoglie di bene di creatività, ma a costo molto più basso del bene di creatività vero.
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