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SMITH, COOPERATION WITHOUT BENEVOLENCE
Estratto da
Bruni L. (2006). Reciprocità. Milano: Bruno Mondadori
(pagg. 35-36)
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Non è dalla benevolenza del macellaio, o da quella del birraio o del fornaio che noi ci attendiamo il nostro pranzo, ma dalla considerazione del loro interesse personale. Ci rivolgiamo non al loro senso di umanità ma al loro interesse, e non parliamo mai loro delle nostre necessità ma dei loro vantaggi. (Smith 1776)
..... L'intento di Smith non è di enfatizzare il ruolo dell'interesse personale ....., nè, tanto meno, di stigmatizzare l'egoismo dei mercanti inglesi. Il suo scopo è invece un altro: sottolineare l'indipendenza dagli altri e l'anonimità quali virtù associate allo sviluppo del mercato. Le relazioni di mercato ci permettono di soddisfare i nostri bisogni economici senza dover dipendere dagli altri, con maggior dignità rispetto ad altre forme di organizzazione sociale, in particolare rispetto alla società feudale, caratterizzata da pochi benefattori e da molti "dipendenti" dalle loro beneficienze.
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