Sei nella sezione: Punti di osservazione > Dal Lago A., Giordano S.
UN'ASCESA IRRESISTIBILE
Estratto da
Dal Lago A., Giordano S. (2006). Mercanti d'aura. Logiche dell'arte contemporanea. Bologna: Il Mulino
(pagg. 95-96)
.....
..... Nel Medioevo, una congregazione religiosa incaricava un artista di affrescare le pareti di una chiesa per celebrare il suo santo fondatore o protettore. Dal Rinascimento in poi, i potenti e i ricchi si fecero rappresentare nei dipinti, anche se il soggetto continuava a essere convenzionalmente sacro. Oggi, il ruolo di committenti è stato assunto, per lo più, da curatori o critici i quali non solo promuovono (e al limite inventano) gli artisti, ma determinano in vario modo quello che gli artisti fanno. Gli artisti ovviamente esistono, così come devono esistere coloro che comprano le loro opere. Ma senza curatori e critici che <<fanno>> artisti e opere, gli acquirenti potrebbero difficilmente scegliere chi comprare, e gli artisti vendere le loro opere.
In altre parole, l'acquirente non determina in alcun modo i contenuti dell'opera, ma si subordina completamente a ciò che il discorso critico ha stabilito essere opera d'arte, qualsiasi cosa sia. Come è naturale, l'acquirente compra l'opera perchè ritiene che si tratti di un buon investimento, e magari anche perchè gli piace (le due cose non si escludono necessariamente). Ma la compra senza esserne il committente specifico, allo stesso modo in cui potrebbe acquistare una casa o delle azioni. In ognuna delle tre epoche, dunque, si può parlare in senso lato di una transazione economica, anche se i beni oggetto di compravendita hanno un significato sociale totalmente diverso: la celebrazione religiosa, l'affermazione del committente e, in ultimo, la mera reddittività dell'opera. ...
.....
(pagg. 99-100)
.....
Il critico moderno eredita dall'antico committente o mecenate aristocratico il compito di garante del valore dell'opera e dell'artista. Ma la sua funzione è infinitamente più ampia. Egli non si limita a legittimare gli artisti, decretandone l'aderenza a certi canoni o convenzioni estetiche. Assume piuttosto il ruolo di co-ideatore dei presupposti teorici e discorsivi che presiedono alla creazione dell'opera. ..... Il critico, oltre a influenzare i singoli artisti, definisce movimenti e tendenze: raggruppa gli artisti, esplicita le loro intenzioni, dà voce alla loro attività, cristallizzando e riordinando una materia che appare caotica e complessa, in quanto frutto del lavoro e della ricerca delle diverse individualità. E' il critico a dire quello che l'artista fa, fino al punto che il fare acquista senso solo all'interno di un detto. In questo modo, il critico si fa veicolo delle esigenze del mercato nel mondo degli artisti e garante di questi presso il mercato. La funzione di garanzia, grazie alla quale il critico diviene progressivamente la figura centrale nella produzione sociale dell'arte, è duplice. In primo luogo, permette la riconoscibilità dell'opera di un artista (potremmo dire del suo <<marchio di qualità>>). Il critico deve cioè garantire al mercante non solo la qualità dell'opera, ma anche l'importanza dell'artista all'interno di un certo movimento o discorso. E poi assicura un continuo ricambio, in modo che il mercato, una volta saturato da un movimento artistico, possa rinnovarsi. Il critico è insomma la vera e propria vestale dell'innovazione nell'arte e quindi del suo sviluppo.
....
Menu di sezione: