Anne Katharina Zschocke - L'arte frattale di Jeannette Rütsche - Sperya

Jeannette Rütsche - Sperya
Jeannette Rütsche - Sperya
The fractal self-development of Jeannette Rütsche - Sperya


This free script provided by JavaScript Kit

Jeannette Rütsche - Sperya
The fractal self-development of Jeannette Rütsche - Sperya
Jeannette Rütsche - Sperya
Vai ai contenuti

Menu principale:

Anne Katharina Zschocke

VIEWPOINTS

Anne Katharina Zschocke



Ha studiato medicina, omeopatia e naturopatia a Friburgo e a Londra. Dopo una breve attività clinica ha seguito la sua vocazione e si è affermata a livello internazionale come libera docente specializzata, autrice di libri e conferenziera. Le sue competenze come medico e le conoscenze ottenute nei 17 anni di ricerca sui microrganismi efficaci le hanno consentito di avere una visione unica sulle relazioni profonde del microbioma umano.



LA SCOPERTA DEL MICROBIOMA
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pag. 7)
.....

Le rivoluzioni si manifestano quando la necessità diventa insopportabilmente grande. Allora giunge il momento di cambiare radicalmente le cose. .....


==========

(pag. 14)

..... il numero dei geni nei cromosomi umani ammonta appena a 20.000, irrisoriamente pochi di più che nel genoma di un topo. Come è possibile? L'essere umano è complesso come un topo? L'essere umano nel suo infinito velleitarismo si è decisamente sopravvalutato. Come è possibile che una forma di vita così evoluta e con decorsi tanto complessi possieda solo così pochi geni? L'Homo sapiens non è dunque il massimo della creazione?

Si trovò una risposta inattesa, ovvero che dobbiamo la nostra complessità ai geni dei batteri che vivono dentro di noi. Essi contengono la quantità mancante, circa centomila volte di più di quelli dei nostri cromosomi umani.

Noi siamo una squadra. Oltre ai propri geni cellulari, l'essere umano possiede i geni di miliardi di batteri che vivono nel e sul suo corpo. Sono loro che provocano lo sviluppo degli organi e che governano digestione e comportamento, che mettono in movimento il sistema immunitario e molto altro. Prendono parte a tutte le funzioni corporee importanti: al metabolismo, alle attività muscolari, all'equilibrio ormonale, alle funzioni cerebrali e al sistema nervoso. E non si sono ancora riconosciuti tutti i loro effetti.

..... noi esseri umani ..... siamo un insieme vitale di microbi e cellule corporee .....


==========

(pag. 15)

..... una vita sana può prosperare solo in una convivenza sana. .....


==========

(pag. 17)

..... La realtà nel nostro corpo è complessa. Costantemente i geni vengono letti oppure no. Questo accendere e spegnere dei geni dipende da diversi meccanismi; nei batteri ad esempio ciò avviene attraverso la presenza o l'assenza di determinati substrati nell'ambiente. Ogni tipo di nutrimento fa prosperare nel nostro intestino determinate specie di batteri invece di altre, così che su di noi agiscono più geni degli uni piuttosto che degli altri. Ogni antibiotico uccide in noi i batteri e anche i loro geni. Al loro posto ne subentrano altri, forse anche quelli con nuovi geni resistenti. In questo modo attacchiamo costantemente in maniera attiva la composizione del nostro microbioma. E ciò ci deve fare molto riflettere su come finora abbiamo agito nei suoi confronti.

.....


==========

(pag. 18)

..... si sa già che i geni sono in grado di modificarsi spontaneamente, ad esempio a causa di improvvisi cambiamenti nelle condizioni climatiche. In altre parole ciò significa: il modo in cui creiamo le nostre condizioni ambientali può portare o meno all'espressione di informazioni genetiche presenti. .....


==========

(pag. 21)

.....

La composizione della nostra flora batterica intestinale e le sue attività possono decidere sulla vita e la morte. ..... si tratta di relazioni. Non i batteri da soli, non il corpo da solo, quanto piuttosto l'insieme dà come risultato la salute. Più precisamente: il contatto dei batteri provenienti dall'esterno con quelli che vivono nel nostro corpo e, a sua volta, il contatto di entrambi i gruppi con le cellule del nostro corpo rappresentano la base fisica del nostro essere.

.....

NON SIAMO IMMUNI!
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pag. 70)
..... diversi stili di vita portano a differenze notevoli nella colonizzazione batterica dell'intestino e a questo punto dobbiamo nuovamente definire che cosa intendiamo con le denominazioni di paesi "ricchi" e "poveri". Dal punto di vista dei nostri batteri intestinali noi che viviamo nei Paesi occidentali civilizzati apparteniamo purtroppo ai paesi impoveriti e sottosviluppati.

.....

L'INTESTINO IRRITATO
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pag. 134)
..... ci può rassicurare il fatto che il funzionamento sano di un microbioma è completamente indipendente da ciò che noi abbiamo capito di lui. Dobbiamo solo lasciare in pace i batteri. .....


==========

(pag. 138)

..... Su ogni millimetro quadrato di intestino tenue si trovano duecento milioni di microvilli. .....


==========

(pagg. 141-142)

..... Poichè nella gerarchia di sopravvivenza degli organi del nostro corpo l'intestino si piazza dopo cuore, polmoni e cervello, in caso di mancanza di ossigenazione nel corpo viene innanzitutto ridotta la sua irrorazione sanguigna e quella degli altri organi digestivi.

Ciò può accadere in tutte le situazioni legate a spavento, choc e difficoltà respiratorie e quindi anche stress cronico e sport a livello agonistico, in particolare sport di resistenza fisica, che portano a malattie intestinali. In fondo qui vale bene il detto "una pancia piena non studia volentieri". Se la pancia ha bisogno di molta irrorazione sanguigna per la digestione, non è sensato pretendere troppo dalla propria testa che necessiterebbe di una grande quantità di ossigeno. Nello sport, sono i muscoli ad attrarre l'ossigeno del sangue. Sotto sforzi di elevata intensità l'irrorazione sanguigna degli organi digestivi si riduce fino all'80%. Circa il 61% degli sportivi soffre di problemi gastrointestinali durante le intense fasi di allenamento e le gare sportive. Fino al 50% dei corridori di fondo a livello agonistico soffre della cosiddetta "diarrea indotta da sforzo" con evacuazioni frequenti, spesso sanguinolente, nausea e vomito.

In seguito alla ridotta irrorazione sanguigna della mucosa, le cellule epiteliali rilasciano sostanze vasodilatatrici e ormoni che accellerano il transito intestinale, i quali però cambiano l'assorbimento e il rilascio di sostanze attraverso la mucosa stessa. .....

LE TAPPE DELLO SVILUPPO DI UN INTESTINO MALATO
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pag. 158)
.....

Ogni composto di sintesi chimica che viene assorbito dall'organismo può avere un'azione cancerogena nell'intestino e, a seconda delle circostanze, può anche essere doppiamente pericoloso. All'inizio la sostanza è nell'intestino poi, attraverso le cellule o attraverso una leaky gut syndrome, viene portata verso il fegato, il quale, per mezzo del legame con un mezzo di trasporto, l'acido glucuronico, fa in modo che venga di nuovo trasportata, tramite la bile, nell'intestino allo scopo di eliminarla dal corpo. A questo proposito si dice che il fegato "disintossica". Per farlo ha bisogno di vitamine, oligoelementi, enzimi, calma ed energia. Così la sostanza, indipendentemente da dove provenga o dove venga assunta, ritorna nell'intestino. A questo punto tutto dipende dal tipo di batteri che lì risiedono. .....


==========

(pagg. 164-165)

.....

Ogni malattia dell'intestino richiede un cambiamento nel modo in cui una persona si pone nei confronti della propria vita. Al giorno d'oggi rispondere sinceramente a questa domanda richiede davvero coraggio e la fiducia che ogni persona faccia altrettanto, cioè suoni con amore la propria melodia della vita e che offra sempre un riferimento anche per le altre persone intorno a lei. Non è facile fare ciò, si possono incontrare delle resistenze e per molte persone ammalate è semplicemente più comodo continuare a vivere come sempre. Condurre la propria vita in autonomia, in modo tale da nutrirsi dalla propria fonte interiore può significare che non si possono più realizzare le aspettative delle persone che ci circondano, siano queste il capo, il compagno, i genitori, gli amici, i figli, i colleghi o un'associazione. Può capitare che non si sia più disposti a partecipare allo spettacolo teatrale dal titolo "Ciò che pensa la gente". Si riconosce che le norme esteriori applicate finora non contano più: la casa, gli inviti alle feste, l'orologio da polso, il modello più recente di tablet o smartphone, i capi di moda firmata, lo status sociale o il profumo.

..... tutto funziona anche senza il superfluo. Chi ascolta il proprio io interiore torna alla propria esistenza, in una vita vissuta nel presente. Non si deve confondere tutto ciò con l'egoismo, che invece è indirizzato solo alla ricerca di vantaggi per se stessi. Si tratta piuttosto di accettare il fatto che il senso e la fonte della vita siano da cercare in noi stessi e che quindi noi ci ritroviamo nell'ordine della vita se permettiamo che possano scorrere liberamente.

..... Chi cerca costantemente di condurre una vita che sia accettata dal mondo esterno, reprime questa fonte interna e vive in uno stato di permanente sovraccarico. .....


==========

(pag. 168)

..... Veniamo plagiati finchè non funzioniamo.

.....

LA FACCENDA SI FA SERIA
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pagg. 193-195)
..... non è noto in che modo una determinata dieta agisca su quali microbi. Il risultano non è prevedibile.

Proprio per questo motivo ci sono innumerevoli diete diverse, perchè ci sono innumerevoli persone, il cui intestino ha necessità diverse, in particolare se non funziona più a dovere. Per questo è impossibile in tutta onestà consigliare una dieta specifica come cura miracolosa in grado di guarire tutto. Può darsi che ci siano persone per le quali una certa dieta sia proprio indicata. Il malinteso consiste nel fatto che, in particolare, gli scopritori delle nuove diete diffondono a tutta l'umanità il proprio entusiasmo basandosi su un successo dietetico personale, e vogliono salvare tutti gli altri con la stessa alimentazione. ..... non appena la vostra flora intestinale sarà di nuovo a posto, questi regimi non vi serviranno più. Nessuno meglio di voi sa che cosa vi piace e che cosa no. Se prestate attenzione ai segnali che il vostro corpo vi manda e alle necessità dei batteri intestinali, potete farcela anche senza un piano dietetico.

Cosa succede in questo mondo folle delle diete? Si vive in base alle regole. Non importa se emergano degli impulsi interiori, questi vengono subito sottomessi in una gabbia di restrizioni che corrisponde all'intero piano alimentare. Che effetto ha tutto questo sull'intestino? Esatto: lo mettiamo sotto stress e sotto pressione. E' il contrario di ciò di cui necessita il microbioma bisognoso di guarire. Il nostro intestino desidera essere nutrito con calma e con gusto e non vivere una continua resistenza interna dovuta a una dieta inventata a tavolino. Non bisogna vivere secondo il modello dei dietisti, essi si contraddicono comunque. .....

..... tutte le diete ignorano completamente il sano appetito dell'essere umano. Il nostro consulente dietista, sempre a disposizione e fedele per tutta la vita, è infatti proprio il nostro appetito. Dobbiamo solo tirarlo fuori dall'abisso in cui è sprofondato. Dobbiamo liberarlo da tutti i consigli sull'alimentazione che hanno riempito la nostra testa e che poi alla fine ci lasciano sconsolati. Chi cura il proprio microbioma ..... e riconosce nuovamente il proprio appetito è in grado di fare molto per se stesso.

Con appetito però non si intendono le voglie. Queste vengono fuori probabilmente da una carenza diffusa nel corpo, che può essere presente a diversi livelli. Se si hanno attacchi di fame, può essere un segno di diabete ma può anche significare che il corpo sta segnalando una mancanza di vitamine e di oligominerali. Visto che il corpo non può dire con precisione: "Mi manca lo zinco, mi mancano cobalamina, acido folico o selenio", invia una diffusa sensazione di necessità che forse ci fa ricorrere alla cioccolata. La cioccolata naturalmente non soddisfa il fabbisogno vitaminico, per la digestione serve di più. Quindi il fabbisogno aumenta, questa necessità diffusa si rafforza e si ricorre più spesso alla cioccolata - oppure al sacchetto di patatine fritte - oppure, oppure, oppure. Allora la soluzione è un approvvigionamento completo con vitamine naturali, minerali e oligoelementi. Naturalmente non sotto forma di compresse o capsule che contengono così tante sostanze riempitive, aromatiche e frizzanti, per smaltire le quali il fegato necessita nuovamente di ulteriori vitamine. Se non è possibile assumerle con gli alimenti, si dovrebbe almeno ricorrere a preparati naturali di ottima qualità a base di vitamine estratte da frutta fresca, verdure spezie e bacche. In questo modo si possono integrare tutti quegli oligoelementi di vitale importanza che a causa dell'agricoltura moderna sono venuti a mancare nella nostra alimentazione.

Nella maggior parte dei casi questa fame diffusa sparisce da sola quando i depositi di sostanze nutritive nelle cellule - sostenute da un approvvigionamento del microbioma - sono di nuovo pieni.

A seconda delle abitudini alimentari bisogna mantenere questo ulteriore rifornimento, perchè nessuno che desideri vivere in modo sano può prescindere da un approvvigionamento completo. Secondo l'ultimo studio sul consumo nazionale del ministero federale tedesco per alimentazione, agricoltura e difesa dei consumatori, praticamente tutti i cittadini tedeschi soffrono di una carenza che si differenzia solo nel grado. Nell'alimentazione mancano frutta e verdura, nella frutta e nella verdura mancano gli oligoelementi e fintanto che le cose restano così bisognerebbe porre rimedio a questa carenza.

.....


==========

(pag. 196)

.....

Bisogna dunque distinguere tra attacco di fame e appetito. L'appetito è il messaggero interiore, che ci dice di che cosa il corpo ha bisogno. La fame segnala: ho necessità di alimentarmi. L'appetito ci dice che cosa ci serve. E' necessario rianimare il nostro appetito. .....

Dovremmo concederci nuovamente il nostro appetito, ascoltare il nostro corpo e rifornirci del necessario. Così ad esempio un intestino può farci capire di quale tipo di approvvigionamento batterico il corpo abbia bisogno. Se si ha voglia di cetriolini sottaceto o di aringhe, questo può indicare un fabbisogno di batteri dell'acido lattico. Se invece si ha voglia di albicocche e frutta essiccata, forse manca il magnesio. Se invece si cercano sardine sottolio e gruviera si segnala un fabbisogno di calcio. Unicamente l'appetito è in grado di proteggerci in maniera così mirata da fenomeni di carenza. A questo punto allora bisogna solo avere la fortuna di trovare l'alimento che veramente contenga ancora ciò che si desidera. E' più facile che ciò avvenga con i cibi biologici; ricorrendo a questi ultimi si evitano inoltre anche gli eccipienti, presenti nel cibo di produzione industriale, che stimolano l'appetito.

.....


==========

(pag. 199)

..... è bene astrarre i cibi dalle confezioni, liberare il contenuto dalle immagini della pubblicità che distolgono il nostro sguardo dall'alimento effettivo. Gli occhi che comprano non ingoiano il cibo. Ciò che conta per l'intestino è ciò che c'è effettivamente dentro e non sopra la confezione.

.....


==========

(pagg. 201-202)

.....

Un uomo preistorico del periodo di caccia e raccolta assumeva con il cibo tra il 15 e il 20% di grassi, tra il 50 e il 70% di carboidrati e tra il 15 e il 20% di proteine. Un uomo del neolitico, l'epoca dell'agricoltura, quindi all'incirca durante gli ultimi cinquemila anni e fino alla fine del XIX secolo, assumeva tra il 10 e il 15% di grassi, tra il 60 e il 75% di carboidrati e tra il 10 e il 15% di proteine e nell'ultimo secolo il 5% di zucchero raffinato.

Nei pochi decenni dell'"industrializzazione occidentale" i rapporti sono cambiati totalmente. Secondo uno studio nazionale tedesco sui consumi, attualmente il fabbisogno energetico è coperto con grassi, tra il 33 e il 36%, con carboidrati, tra il 45 e il 49% e con il 14% delle proteine, che inoltre sono prevalentemente di origine animale.

Solamente tra il 1913 e il 1985 il consumo medio pro capite annuo di farina di segale è sceso da 57 a 13 kg, mentre il consumo di carne di maiale è passato da 22 a 52 kg.

La quantità di fibre intestinali che venivano assunte con l'alimentazione quotidiana è scesa dai 40-80 g quotidiani a una misera media che va dai 15 ai 20 g. Per quanto i vegetariani per natura assumano una quota di fibre naturali superiore rispetto a chi non lo è, 30 g al giorno sono considerati comunque il minimo.

.....


==========

(pag. 209)

..... si deve mangiare solo tanto quanto basta. .....

IL CERVELLO NELL'INTESTINO E I SENTIMENTI NELLA TESTA
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pagg. 219-220)
.....

Si può capire che il cibo ha a che fare con i nervi quando proviamo fame. Tutto il corpo "urla" letteralmente per la fame e i nervi sono scoperti. Si è irritabili, si inizia a tremare, si perde la concentrazione e si pensa solo a dove si possa reperire del cibo. Non per niente ai bambini che strillano si dà da mangiare per farli calmare. Le cose sono diverse se si digiuna volontariamente. La mente agisce sul corpo con una decisione consapevole, regolando e aiutando le viscere a calmarsi. L'influenza è davvero biunivoca. Per questo non si dovrebbe mai digiunare contro la propria volontà. Se si è davvero profondamente convinti di volerlo fare, allora la mente lo segnala all'intestino. Se non è questo il caso, l'informazione sull'asse intestino-cervello riceve dei messaggi contraddittori e il corpo entra in conflitto.

.....


==========

(pagg. 234-235)

..... Il confine tra sano e malato è sottile e spesso dipende dalla soglia di tolleranza nell'ambiente sociale. Quando parliamo di malattie psichiche dobbiamo ricordarci che nella nostra società abbiamo stabilito determinate norme e che abbiamo alzato l'asticella rispetto a ciò che avvertiamo come "normale". Ciò che la maggior parte delle persone riesce a condividere con gli altri è "normale", tutto il resto no. C'è la tendenza a considerare come anormale o malato tutto ciò che vive al di là del limite delle ultime norme fissate. Per la nostra convivenza sociale è utile a volte fare un passo indietro e osservare le differenze negli esseri umani da una distanza imparziale e senza giudizio. "Diverso" può anche significare "particolare". Così come è importante apprezzare la varietà della vita nelle piante, negli animali e nei microrganismi, è indispensabile attribuire il giusto valore alla varietà tra gli esseri umani. Ognuno contribuisce a suo modo all'umanità, non importa se questo contributo sia al di là delle norme statistiche. ..... Ognuno di noi ha diverse sfumature del proprio essere, con debolezze e doti, e contribuisce a un'immagine variopinta del mondo. E chi è troppo debole e bisognoso di aiuto per poter vivere in maniera autonoma, offre in questo modo alle altre persone la possibilità di sviluppare la loro disponibilità nei confronti degli altri.

In definitiva le norme attuali portano a far sì che, per un motivo qualsiasi, tutti coloro che sono "normali" devono aver paura di non esserlo più o di avere bambini che non lo siano. Perfino la paura di venire rifiutati per questo motivo, oppure derisi e isolati è uno stress che alla fine agisce diminuendo la salute dell'intestino. ..... Noi favoriamo la nostra salute avendo uno sguardo rispettoso, affermativo e privo di giudizi verso gli altri e coltivando la convinzione che ogni essere umano è pregevole.

.....


==========

(pagg. 241-242)

..... diversi quadri clinici comunemente definiti "autismo". Questa patologia è caratterizzata da una molteplicità di anomalie che in genere si accompagnano con una modificata comunicazione con gli altri esseri umani e difficoltà nella comprensione e nella vita sociale. La percezione e l'elaborazione sensoriale sono fuori dal comune. Le abitudini che le persone autistiche hanno, come il ripetere ossessivamente le stesse azioni, possono avere sugli altri un effetto estraniante e questi soggetti sembrano vivere nel proprio mondo al quale gli altri non sempre riescono ad avere accesso. Tra loro ci sono personalità che sono considerate come minorate mentali e persone che sono definite estremamente dotate talvolta con capacità straordinarie in settori singoli quali la musica, il disegno, il calcolo a mente, e capacità mnemoniche. Con uno sguardo rivolto al passato si ascrivono caratteristiche dell'autismo anche a persone come Wolfang Amadeus Mozart e Albert Einstein.

.....

QUANDO IL MICROBIOMA SI SPAVENTA
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pagg. 253-254)
..... Chi è malato ha bisogno di un migliore apporto batterico, e invece gli viene somministrato un rimedio per eliminare i batteri. Invece di ripristinare nell'intestino i batteri con tutta la loro efficacia, si aumenta il caos. Che cosa ci ha condotto a questa cecità che ci ha regalato il soggettivismo che, a sua volta, ha portato conseguenze negative di dimensioni globali? Come è potuto succedere ciò a tutti questi dottori e ricercatori colti che con grande rigore cercano seriamente una guarigione per le malattie?

La risposta a questa domanda è tanto semplice quanto sconvolgente: si proiettano le nostre immaginazioni su degli esseri viventi invisibili ai nostri occhi e di conseguenza i loro comportamenti possono essere interpretati a piacere. L'essere umano pone se stesso come metro di misura e al centro degli avvenimenti, non solo sulla Terra. Così anche gli altri esseri viventi vengono rapidamente considerati come insignificanti, forse anche come strumento o rimedio necessario per i propri scopi. Riconoscerli come partner nella vita per molti è evidentemente una prospettiva estraniante e impressionante. I batteri vanno rispettati, non solo perchè la nostra esistenza è legata ad essi, ma in quanto parte della vita universale. Farlo sembra essere però davvero difficile. Vivere in gratitudine con i microbi, anche se non abbiamo ancora capito molto di loro, e far ricevere loro solo il meglio, suona per le orecchie dei più ancora troppo astruso. La convinzione che i batteri ci facciano ammalare è molto radicata in noi.

.....


==========

(pagg. 268-269)

..... L'elasticità del microbioma dunque decide sulla salute e sulla malattia. Da questo punto di vista, da settant'anni incentiviamo l'ammalarsi in nome della salute.

E' evidente che la composizione dei ceppi batterici cambia e la varietà del microbioma diminuisce attraverso disinfezione, alimentazione basata su cibi degenerati e industrializzati, una composizione non adeguata dei pasti e additivi negli alimenti. Tutti questi fattori diminuiscono l'elasticità. Lo strapazzo più grande per un microbioma però è il confronto con sostanze che inibiscono o uccidono i batteri. Se si espone un microbioma a sostante antibiotiche la sua composizione cambia sempre. Si aveva l'idea che dopo un trattamento a base di antibiotici prima o poi la flora batterica riuscisse a ritornare alla sua condizione originaria. In caso di necessità si poteva ricorrere al consumo di yogurt o crauti. Tuttavia non è così. Tutto ciò può essere rilevante già prima della nascita. .....

Quanto più precocemente e frequentemente in un bambino avviene il contatto con gli antibiotici tanto minore sarà l'elasticità che un microbioma in fase di sviluppo riesce a dispiegare. E' già stato possibile dimostrare relazioni importanti tra un'assunzione precoce e, ad esempio, il sovrappeso o le intolleranze più avanti nel corso della vita.

.....


==========

(pagg. 272-273)

..... L'obiezione che senza antibiotici sarebbero morte molte persone, non è al momento valida. Decisiva per la salute e il regresso delle epidemie precedenti - le malattie del microbioma non vengono ancora considerate - è l'igiene. E questa non va equiparata subito con l'uccisione dei batteri, quanto piuttosto con la pulizia in una coesistenza che è armoniosa ma al tempo stesso rigogliosa e varia. Gli antibiotici non hanno soddisfatto la speranza che si riponeva in essi in quanto rimedio universale. Viviamo meglio di prima grazie a un buon approvvigionamento idrico, a un'adeguata eliminazione della spazzatura e a cibo a sufficienza, abbigliamento e abitazioni migliori rispetto a prima. Non grazie a una migliore scienza medica. Le nostre più lunghe aspettative di vita non sono da equiparare a una maggiore salute e, se si considera la curva a partire dalla mezza età, esse in realtà non sono aumentate. Ciò che è effettivamente diminuita è la mortalità infantile.

.....

LA CHIAVE PER LA GUARIGIONE
Estratto da
Zschocke A.K. (2014). Darmbakterien als Schlüssel zur Gesundheit.
(Trad.it. Cinzia Minonne. I batteri intestinali. La chiave per guarire e vivere in salute. Cesena (FC): Macro, 2017)



(pag. 300)

..... E' necessaio avere tempo per masticare accuratamente e pensare con la calma adeguata. Il fast food è un'espressione di disprezzo nei confronti della vita interiore. Servirsi e mangiare di fretta porta a prodotti usa e getta e a una società che ingerisce di tutto. .....


==========

(pagg. 316-317)

..... L'argomento di potersi permettere il cibo biologico è ... in realtà una questione di priorità e contiene la domanda: quanta responsabilità sono disposto ad assumermi per le stesso, la mia salute e la Terra? I soldi sono un potere.

Ognuno ha il potere di spendere il proprio denaro per il cibo biologico comprando in un negozio biologico o da contadini che praticano l'agricoltura biologica. In questo si fa pervenire alle persone impegnate in tal senso la propria disponibilità per far sì che si riesca a mantenere una Terra in cui valga la pena vivere. Spendendo invece i propri soldi in un discount si sostiene la filosofia che c'è dietro. Si tratta di una questione di priorità perchè ogni essere umano ha a disposizione una certa somma di denaro per il cibo e per le altre cose della vita. Può anche essere molto ridotta. Eppure rimane la domanda: che cosa è importante per me? Per che cosa spendo i miei soldi? Il denaro lo si spende comunque. Si spendono più soldi per la bolletta dello smartphone, la macchina, l'abbigliamento, i viaggi per le vacanze, i divertimenti o per gli interessi del mutuo della casa piuttosto che per una buona alimentazione. E' questa la scelta che si è fatta. Molte cose cambierebbero se in genere nella nostra società queste priorità avessero un peso diverso. Dal punto di vista economico per i singoli è forse davvero più conveniente comprare alimenti biologici, perchè si assapora un vero piacere, visto che sono decisamente più gustosi, e perchè sono più nutrienti e in questo modo ci si sazia più in fretta e in maniera sufficiente.

Ciò che apparentemente risparmiamo con gli alimenti scadenti lo spendiamo poi in medicine. Ci rechiamo quindi con i nostri disturbi dal dottore e non certo al discount. E al momento si ha ancora la garanzia che i costi per le malattie verranno sostenuti dalla comunità sociale, indifferentemente dallo stile di vita che si ha. I lavoratori autonomi attualmente pagano davvero un contributo mensile alle aziende sanitarie che è più alto rispetto a quanto si spende per l'acquisto di alimenti buoni in un'alimentazione esclusivamente biologica. Evidentemente c'è qualcosa che non funziona in un sistema comunitario in cui si devono spendere più soldi per curare le malattie del corpo che non per mantenerlo in salute.

.....


==========

(pag. 319)

..... Il passo di avere fiducia nella saggezza dei microbi, che sanno da soli in che modo sia vivibile una convivenza sana, è forse difficile all'inizio eppure in seguito può essere davvero liberatorio sotto tanti punti di vista. Non siamo noi uomini che dobbiamo curare, bensì lo fanno quegli esseri che da miliardi di anni, da ben prima che noi esistessimo, hanno forgiato questo pianeta e hanno soprattutto reso possibile la nostra vita sulla Terra. Sapere ciò ci colloca in una saggezza vitale che è più grande di noi e sulla quale, in verità, anche la nuova ricerca sul microbioma, se vogliamo essere sinceri, sa davvero molto poco. I batteri sono la vera soluzione per l'Essere. In loro possiamo vivere il passaggio tra il mondo visibile e quello invisibile.

.....

Immagini pubblicate in questo sito © Jeannette Rütsche - Sperya, Milano
Images displayed on this site © Jeannette Rütsche - Sperya, Milan (Italy)
Images © Jeannette Rütsche - Sperya, Milan (Italy)
Images © Jeannette Rütsche - Sperya, Milan (Italy)
Images © Jeannette Rütsche - Sperya, Milan (Italy)
Torna ai contenuti | Torna al menu